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QUALITA' ON LINE N° 2-2009, novembre

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SOMMARIO

EDITORIALE

Giovanni MattanaAnche questo numero di Qualità on-line è in grado di proporre un ricco paniere di studi e di esperienze agli associati AICQ ed agli esterni ai quali è reso accessibile nel sito; a conferma, non solo del ruolo culturale di AICQ, ma anche dei contributi che la cultura della qualità è in grado di fornire a un contesto sempre più ampio di campi applicativi e di tecniche operative.

Il numero contiene articoli relativi alle sette seguenti principali tematiche:

BUSINESS CONTINUITY 
Il tema del Business continuità management è di grande interesse e attualità, tanto che l’Iso lo sta considerando in un ’binario preferenziale’ per giungere ad una norma in tempi brevi. L’autore descrive la realizzazione di un tale Sistema, in accordo alla BS 25999-2, in un’organizzazione conforme anche alla Iso 9001, realizzando così una nuova tipologia di Sistema Integrato.


FORMAZIONE

Assicurare la qualità nei servizi formativi a carattere transnazionale- I risultati del progetto Transnational Quality. Le Linee Guida di un modello ad hoc.
Negli ultimi anni il carattere del mercato della formazione è passato da mercato “del provider” a quello “del cliente”, con un’intensificazione della competizione. I rapporti prezzo/prestazioni delle offerte spesso variano notevolmente. Si rende sempre più necessario fornire alle parti interessate criteri affidabili che consentano di valutare la qualità e le prestazioni delle offerte formative, così come avviene per l'acquisto di qualsiasi altra merce sul mercato. Non c’erano fino ad ora standard di qualità o linee guida per il settore della cooperazione internazionale nella formazione. Le LINEE GUIDA PER LA QUALITA’, elaborate nell’ambito del progetto e riprodotte in allegato,  sono dedicate a colmare questo deficit. Esse consentono anche di espandere i sistemi di gestione qualità degli istituti di formazione ai requisiti per un modello di qualità orientato alle relazioni transnazionali.

SISTEMI INFORMATIVI
Per il tema Sistemi Informativi  vengono presentati tre importanti contributi:

  • Modello di valutazione dei risultati dei progetti software in base alle best practices utilizzate.
    Risultati dei progetti software e best practices
  • Collaborazione nei progetti software
  • Il valore dell'azienda e i rischi del passaggio a ERP

SANITÀ
Viene presentata un’accurata indagine, interessante sia per gli aspetti metodologici che per quelli di contenuto, su: La valutazione della qualità percepita dagli utenti degli ambulatori specialistici dei distretti socio sanitari della ASL di Taranto.
AMBIENTE
Per il tema Ambiente vengono presentati due contributi su temi di notevole rilevanza:

  • Bonifica dei siti contaminati
  • Aspetti ambientali diretti e indiretti: al di là delle etichette

TECNOLOGIA
Viene presentato uno studio su: La Saldatura dei veicoli ferroviari- La norma UNI EN 15085: “Applicazioni ferroviarie". La saldatura dei veicoli ferroviari e dei relativi componenti”

METODI QUANTITATIVI
Per questo tema sono presenti tre contributi:

  • Confronto tra metodologia PQMI, Six Sigma e 5S
  • Applicazione di metodi statistici per la verifica di Sistemi Qualità in società di servizi
  • Una formulazione oggettiva del livello di motivazione delle risorse umane.

Buona lettura!

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BUSINESS CONTINUITY

La realizzazione di un Sistema di Business Continuity Management

Domenico Faraglia, quality manager - technolabs spa, valutatore senior ixi / premio qualità italia

Introduzione
Viene nel seguito presentata una strategia per la realizzazione di un sistema di Business Continuity Management  (BCMS), conforme allo standard BS 25999-2, in una organizzazione con un Sistema di Gestione Qualità rispondente ai requisiti della norma ISO 9001. I Sistemi di Gestione Integrati, grazie alla capacità di utilizzare al meglio gli approcci e le sinergie presenti nelle norme e negli standard di riferimento, garantiscono il massimo dell'efficacia dei rispettivi sistemi di gestione riducendo nel contempo i costi di esercizio. I principali vantaggi che ne possono derivare sono: una sostanziale uniformità di gestione, l’ottimizzazione delle risorse, delle attività e dei processi, l’unicità del sistema documentale.

[continua]

FORMAZIONE

Assicurare la qualità nei servizi formativi a carattere transnazionale

Thomas Rau, Peter Schönfeld
(adattamento del testo a cura di Giancarlo Zeffiro)

Il Progetto e i suoi Partner
Transnational Quality è il titolo di un progetto pilota Leonardo da Vinci che ha coinvolto dal 2007 al 2009 tredici partner, provenienti da 5 paesi, che hanno lavorato assieme sul tema della gestione della qualità per le organizzazioni che forniscono servizi formativi in contesti internazionali.
Organizzazioni formative, istituzioni scientifiche e di consulenza alle imprese di Italia, Polonia, Svezia, Spagna e Germania hanno collaborato per elaborare linee guida per la qualità dei servizi formativi svolti in contesti transnazionali e interculturali.
Dato il coinvolgimento di diversi soggetti europei, si presume che i prodotti creati nell’ambito del progetto potranno venire utilizzati in tutta Europa.
La conoscenza e l'esperienza frutto del progetto hanno già trovato applicazione nel lavoro di diverse istituzioni e nelle esistenti norme ISO per i provider di formazione non formale.
Nell’immagine sono rappresentati i partner del progetto TQP.

[continua]

Linee guida per la qualità nei servizi formativi

Requisiti per un modello di formazione transnazionale basato sulla qualità secondo il QM STAGE MODEL definito in PAS 1037:2004 rilasciato da DIN
 
Maren Klages, RKW Berlin GmbH
Bernadette Proske, Institut für Strukturpolitik und Wirtschaftsförderung gGmbH
Dr. Thomas Rau, RKW Berlin GmbH
Dr. Peter Schönfeld, Institut für Strukturpolitik und Wirtschaftsförderung gGmbH
Prof. Dr. Axel Wilske, Prof. Dr. Wilske und Schliecker Partnerschaft Unternehmens- und
Personalberatung
Prof. Dr. Petra Winzer, Bergische Universität Wuppertal

Introduzione
Negli anni passati il tema della qualità e della gestione qualità nel settore della formazione di base e formazione avanzata ha subito una significativa dinamizzazione in molti paesi. Le cause possono essere individuate in un cambiamento paradigmatico dall’orientamento verso il fornitore all’orientamento verso la domanda, nonché in nuove condizioni di contesto sia nazionale che internazionale.
Nell’ambito del loro mandato molte organizzazioni internazionali come l'UNESCO e l'OCSE si sono concentrate sulla garanzia della qualità nel settore della istruzione e formazione. Il WTO ha dichiarato l'istruzione come tema principale a livello internazionale nella fornitura di servizi nell’ambito del GATS (Accordo Generalesullo Scambio di Servizi) e, in questo contesto, ha ribadito la necessità di chiarezza e ha richiesto standard internazionali comparabili per i servizi di istruzione. L'organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO) sta attualmente lavorando su uno standard per i fornitori di servizi di istruzione nel settore della formazione avanzata. L'Unione europea ha intensificato lapropria attenzione alla qualità dell'istruzione, a partire dal trattato di Copenaghen nel 2002.
La collaborazione in materia di assicurazione della qualità, con una particolare attenzione ai modelli e metodi come pure ai criteri di qualità, è diventata una priorità assoluta. Da queste conclusioni hanno tratto spunto le organizzazioni regionali e internazionali.
Mentre negli anni passati i requisiti di qualità per le imprese e i fornitori di servizi di formazione sono sorti in gran numero e diversità, non ci sono fino ad ora standard di qualità e linee guida per il settore della cooperazione nella formazione internazionale. Le LINEE GUIDA PER LA QUALITA ' sono dedicate a questo deficit. Esse espandono i sistemi di gestione della qualità delle organizzazioni formative ai requisiti di una qualità orientata ai progetti di relazione internazionale. Le LINEE GUIDA PER LA QUALITA’ comprendono sia la qualità delle offerte di formazione
e il successo dei fornitori di servizi formativi, il successo dei loro obiettivi e delle loro strategie aziendali, la garanzia e l'aumento dell’ efficacia e della redditività economica.
Le LINEE GUIDA PER LA QUALITA’ scaturiscono dalla collaborazione con organizzazioni formative impegnate in attività di formazione a carattere internazionale. Questo lavoro di sviluppo, sotto la leadership di RKW di Berlino-Brandeburgo, è stato sostenuto e consentito, grazie alla creazione di reti, organismi di esperti, la sperimentazione e l'attuazione di procedure utilizzabili.

[continua]

 

SISTEMI INFORMATIVI

Collaborazione nei progetti software
Quando cliente e fornitore collaborano per il successo dei progetti..

Ercole Colonese, Consulente IT, socio Aicq-ci e membro del sottocomitato per la qualità del software e dei servizi IT.

La crisi economica attuale accentua la necessità di realizzare progetti innovativi in tempi brevi, a costi competitivi e con qualità adeguata. Tale obiettivo sembra essere difficile da raggiungere con le competenze attuali e gli approcci seguiti. Studi sul fallimento di moltissimi progetti lo confermano. Lo scenario italiano attuale non è confortante. Cosa fare allora? L’approccio suggerito è quello di trasformare l’attuale rapporto cliente-fornitore, spesso conflittuale ed in contrapposizione, in uno più evoluto in cui le due parti condividono i rischi ed il successo. L’evoluzione verso un rapporto di “partnership” richiede una pari trasformazione culturale che veda le due parti – pur in ruoli distinti e con responsabilità separate -  collaborare per il raggiungimento di un comune obiettivo: il successo dei progetti strategici. Nell’articolo si forniscono alcuni suggerimenti pratici che facilitano la collaborazione nelle diverse fasi del ciclo di vita del software in base ai rischi di progetto tipici delle singole fasi.

[continua]

 

Risultati dei progetti software e best practice
Modello di valutazione dei risultati dei progetti software in base alle best practice utilizzate

Ercole Colonese, Consulente di Direzione ed organizzazione, socio Aicq-ci e membro del sottocomitato per la qualità del software e dei servizi IT.

La realizzazione di un progetto software rappresenta sempre un investimento importante per un’azienda; per un’organizzazione di piccole o medie dimensioni può anche pregiudicare il suo sviluppo; al successo del progetto sono legate aspettative legate al business, alla crescita, alla produttività, alla competitività.
Le statistiche parlano chiaro ma sono anche impietose: molti, troppi progetti non raggiungono gli obiettivi. Le cause sono ben identificate studi e ricerche: requisiti mal indirizzati o per niente sviluppati, stime errate e piani poco realistici, test insufficienti, continui rifacimenti e modifiche in corso d’opera non gestiti, ecc.
Dovendo spiegare il fenomeno agli studenti di un corso di Ingegneria del Software tenuto all’Università di Roma, ho utilizzato un numero consistente di dati su progetti che avevo registrato negli ultimi anni. Abbiamo così sviluppato, insieme agli studenti, un modello che mette in relazione i risultati ottenuti dai progetti con l’utilizzo di dieci “best practice”.
Il risultato dell’analisi conferma quanto già rilevato dalle statistiche: una percentuale alta di progetti non raggiunge gli obiettivi; ma fa luce al contempo su un punto: i risultati migliorano con l’adozione di buone pratiche. I risultati conseguiti dai progetti seguono un andamento “lineare” con l’adozione delle pratiche. L’analisi mette in luce anche i legami tra risultati e competenza e motivazione delle persone. Un secondo fenomeno mette in luce che a parità di adozione delle pratiche si possono ottenere risultati variabili, anche in maniera significativa. Al crescere del livello di maturità dell’organizzazione corrispondono risultati di  eccellenza e la forbice si chiude.
La conclusione: lo sviluppo del software è un’attività intellettuale a grande contenuto tecnico ed umano. Conoscere le buone pratiche ed adottarle in maniera corretta e coerente garantisce risultati di valore; ogni altra tecnica o scorciatoia porta a risultati scadenti, poco profittevoli dal punto di vista economico e dannosi per l’immagine e la crescita.

[continua]

‘Mainframe downsizing’
Quando conviene andare verso un ERP, quando riscrivere le applicazioni o quando fare un rehosting 1:1 del codice

Antonio Lorenzo Rassu, Consulente di Direzione e imprenditore, componente del Comitato Qualità del Software e dei Servizi IT di Aicq e del Consiglio Direttivo del Club Dirigenti di Informatica di Torino

E’ sempre più attuale il tema dell’evoluzione delle applicazioni attualmente residenti su mainframe. Oggi l’utilizzo di questi grandi elaboratori comporta costi molto elevati comparati ad analoghe piattaforme in termini di potenza e di affidabilità. I mainframes sono noti per essere caratterizzati da livelli molto alti di stabilità e di servizio -includendo nella valutazione le performances degli strati di software di sistema e di ambiente-, ma ormai non sono per niente da meno le piattaforme basate su Unix/Linux per la snellezza dei software di sistema e d’ambiente, peraltro più completi e molto più funzionali grazie alle nuove tecnologie. Inoltre, se si adottano strutture ridondanti in cluster (attuabili con costi molto abbordabili), l’affidabilità diventa elevatissima. Le prestazioni tecnologiche (tempi di risposta dell’on-line, durata delle elaborazioni batch) sono anch’esse molto migliori di quelle del mainframe tanto da consentire, per esempio, riduzioni degli elapsed time dei batch superiori al 70%. La continua concorrenza nell’ambito delle piattaforme Unix, che produce un miglioramento del rapporto costo/prestazioni anno su anno del 20%-30%, amplifica inesorabilmente un gap già oggi rilevante.
Il problema perciò è: come abbandonare il Mainframe? Qual è l’approccio più opportuno? Quali sono i rischi?
Non c’è una soluzione univoca, ma certamente ci sono strade preferibili in relazione alle specifiche situazioni, come andiamo ora a esaminare.

[continua]

SANITA'

La valutazione della qualità percepita dagli utenti degli ambulatori specialistici dei distretti socio sanitari della ASL di Taranto

Dr.ssa Silvana Melli, Dirigente Medico Responsabile dell’Ufficio di Coordinamento Sanitario e Socio-Sanitario del Territorio della ASL di Taranto
Dr. Salvatore Scorzafave, Dirigente Medico Convenzionato in Organizzazione dei Servizi Sanitari di Base presso il Distretto Socio Sanitario della ASL di Taranto
Dr.ssa Elisabetta Tamborrino, Sociologa ed Assistente sanitario presso il Distretto Socio Sanitario n.1 della ASL di Taranto

Riassunto
Le indagini sulla qualità percepita permettono sia di rilevare i cambiamenti nel tempo  del livello di soddisfazione degli utenti, sia di effettuare confronti tra servizi simili. Rappresentano un utile strumento aziendale di autovalutazione in grado di far emergere i punti di eccellenza di un servizio e le aree critiche su cui poter intervenire con azioni di miglioramento. Esse inoltre favoriscono la crescita di una cultura aziendale improntata ad una maggiore attenzione ai temi della partecipazione e della comunicazione ed al rafforzamento del rapporto di fiducia con l’utenza. Sulla base di ciò abbiamo realizzato un’indagine di “customer satisfaction” per valutare il grado di soddisfazione espresso dagli utenti degli ambulatori specialistici dei 7 Distretti Socio Sanitari della ASL di Taranto, ambulatori che rappresentano un settore di offerta territoriale di grande importanza. Per tali finalità abbiamo somministrato un  questionario dedicato (realizzato dalla Regione Emilia Romagna) ad un campione di utenza stabilito con una significatività statistica del 95%, al fine di poter ottenere dei risultati adeguati estendibili a tutto il bacino di utenza provinciale.  I risultati complessivi, pur con una certa variabilità a seconda dei distretti, delineano un elevato grado di soddisfazion. Solo l’8% dell’utenza ritiene inferiore alle proprie aspettative il servizio ricevuto. Si riscontrano complessivamente livelli elevati di gradimento del servizio sulla prevalenza degli aspetti indagati:  rapporti con il personale (89,4% degli utenti soddisfatti); aspetti ambientali quali  pulizia, qualità delle strutture e comfort (74% degli utenti soddisfatti dell’utenza);  raggiungibilità delle strutture (68% degli utenti soddisfatti); rispetto della privacy (88,5% degli utenti soddisfatti).  La valutazione meno soddisfacente viene data in merito ai tempi di attesa (prenotazione-prestazione) giudicati lunghi dal 59% dell’utenza. In conclusione l’indagine ha consentito una prima valutazione su come gli utenti giudicano alcune caratteristiche dell’offerta distrettuale, giudizio di grande importanza che fornisce spunti notevoli da tener conto nelle azioni di tipo migliorativo che si intraprenderanno nell’ambito di questo settore di offerta sanitaria.

[continua]

AMBIENTE

Aspetti ambientali diretti e indiretti: al di là delle etichette

Ernesto Longo, Consigliere Comitato Ambiente, Amministratore ALI Ambiente Lavoro Impresa Srl

La questione degli aspetti ambientali diretti e indiretti è stata una di quelle che più hanno afflitto sia  i responsabili dello sviluppo e dell’applicazione dei sistemi di gestione ambientale sia i verificatori ambientali. Nell’esame di questa materia si tende in genere a operare una netta distinzione fra gli uni e gli altri, sulla base sia delle definizioni sia di liste di esempi ricavate soprattutto dal Regolamento Emas.
La clausola 4.3.1 dello standard ISO 14001 stabilisce che “L’organizzazione deve stabilire e mantenere attiva una procedura (o procedure) per individuare gli aspetti ambientali delle proprie attività, prodotti o servizi che puo` tenere sotto controllo e su cui ci si puo` attendere che abbia una influenza.” Questa clausola viene normalmente letta (interpretando la “e” come “e quelli”) anche come una definizione degli aspetti ambientali diretti (aspetti ambientali delle proprie attività, prodotti o servizi che può tenere sotto controllo) e una definizione degli aspetti ambientali indiretti (aspetti ambientali delle proprie attività, prodotti o servizi …  su cui ci si può attendere che abbia una influenza),
La clausola 6.3 (Aspetti ambientali indiretti) dell’All. VI del Regolamento Emas trasmette, in forma diversa (negativa) lo stesso concetto:
 “A seguito delle attività, dei prodotti e dei servizi di un’organizzazione possono riscontrarsi aspetti ambientali significativi sui quali essa può non avere un controllo gestionale totale.”.
La definizionetrova la sua speculare conferma nella definizione di aspetti ambientali diretti fornita nel Cap. 4 dell’All. III della Racc. 2001/680/CE :
“Gli aspetti ambientali diretti sono connessi ad attività, prodotti e servizi su cui l’organizzazione esercita un controllo gestionale diretto.”

[continua]

 

Bonifica dei siti contaminati
Una componente rilevante nell’Analisi di Rischio- Un caso reale

Ing. Andrea Forni, libero professionista e socio fondatore della SGM Ingegneria

L’Analisi di Rischio (AR) è uno degli elementi di novità del Testo Unico Ambientale di recente emanazione (D.lgs. 152/2006), con riferimento al Titolo V "Bonifica dei siti contaminati", per quanto concerne la bonifica dei siti contaminati.
L’Analisi di Rischio viene definita come “processo sistematico per la stima di tutti i fattori di rischio significativi che intervengono in uno scenario di esposizione causato dalla presenza di pericoli” (US EPA, 1984). In termini meno tecnici la Valutazione del Rischio è la stima delle conseguenze sulla salute umana di un evento potenzialmente dannoso, in termini di probabilità che le stesse conseguenze si verifichino.
Qui di seguito si presenta un esempio di Analisi di rischio ai sensi del D.Lgs. 152/06 sulla base di un caso reale di un sito a destinazione d’uso industriale.

[continua]

TECNOLOGIA

La Saldatura dei veicoli ferroviari
La norma UNI EN 15085: “Applicazioni ferroviarie. La saldatura dei veicoli ferroviari e dei relativi componenti”

Dott. Ing. S. Morra, Istituto Italiano della Saldatura, Vice responsabile Divisione Certificazione

Nel mondo della fabbricazione delle costruzioni metalliche il processo saldatura rappresenta molto spesso uno degli aspetti più critici e delicati. Tutte le fasi della realizzazione di un manufatto metallico saldato sono, infatti, fortemente influenzate dalle particolari caratteristiche di questo processo: le scelte progettuali, l’approvvigionamento dei materiali, le fasi di assemblaggio e montaggio nonché gli aspetti di ispezione e collaudo.
E’ banale sottolineare che, nel caso di prodotti saldati che per propria natura sono caratterizzati da elevate esigenze dal punto di vista della sicurezza, il processo di saldatura debba ancora di più essere gestito e controllato con riferimento a requisii tecnici rigorosi e, a volte, particolarmente severi.
Nel mercato europeo di oggi, ispirato ai criteri, ormai consolidati, della libera circolazione delle merci, la sicurezza dei prodotti ha assunto una dimensione nuova, non tanto di maggior rilevanza, (tutti ci auguriamo che sia sempre stata, anche in passato, riferimento determinante ed imprescindibile), quanto più articolata e complessa. Le regole nazionali, infatti, vanno oggi adeguate ad un contesto transnazionale, che superi le differenze esistenti tra i vari Stati per raggiungere obiettivi comuni in tutto il continente europeo.
Per questo motivo la commissione europea ha il compito di emanare “direttive di prodotto” per definire i requisiti minimi (definiti dalle direttive “requisiti essenziali”) che devono essere garantiti, indipendentemente dal luogo di provenienza dei prodotti stessi, laddove questi debbano essere utilizzati nel territorio dell’Unione Europea. A tali direttive gli Stati Membri devono attenersi per promulgare le leggi nazionali.
Non va tuttavia dimenticato che i principali attori del mercato sono costruttori, committenti ed utilizzatori, i quali hanno ovviamente anche altre esigenze, per altro non secondarie, quali ad esempio ottimizzazione dei processi produttivi, riduzione dei costi, sia di produzione che di esercizio, ed affidabilità; in sintesi necessitano di operare in un mercato sostenibile.

[continua]

METODI QUANTITATIVI

Una quantificazione oggettiva del livello di “motivazione” delle risorse umane

Stefano Gorla, Responsabile Qualità e Certificazione PSA Service, Consigliere di Giunta AICQCentronord
Egidio Cascini, Presidente del Comitato Metodi Statistici AICQ

Introduzione

Il livello motivazionale delle risorse umane è uno degli aspetti più importanti ai fini del raggiungimento degli obiettivi di una azienda. Il problema è stato affrontato, anche da un punto di vista normativo, in diversi modi, ma essenzialmente da un punto di vista intrinseco, cioè mediante realizzazione di audit, interviste o strumenti similari.

[continua]

Applicazione di metodi statistici per la verifica di Sistemi Qualità in società di servizi

S. Gorla, Responsabile Qualità e Certificazione Citroën Italia S.p.A. e consigliere di giunta AicqCN
R. Bergami, Citroën Italia S.p.A
R. Grassi, Partner Reconsult
E. Bellico, Statistico

Ormai la certificazione di Sistema Qualità è una prassi consolidata di molteplici aziende. Ma il sistema Qualità così realizzato è applicato efficacemente ed esiste un metodo per misurarne l’applicazione? (nel maggio 2008 sono 89179 le aziende certificate 9001:2000 contro le 75208 a dicembre 2005. fonte Sincert)
Queste sono alcune domande che ci sono venute in mente.
Certo esistono vari metodi per verificare l’applicabilità di un Sistema Qualità (SQ) come: l’autovalutazione suggerita anche dalla ISO 9004, i modelli di eccellenza, gli indicatori interni, gli audit di prima e terza parte e magari i mystery shopping.

[continua]

Confronto tra metodologia PQMI, Six Sigma e 5S

S. Gorla, Responsabile Qualità e Certificazione Citroën Italia S.p.A. e consigliere di giunta AicqCN
R. Grassi, Partner ReConsult

Per essere sempre più competitive le organizzazioni non si limitano più alla certificazione o alla conformità rispetto a modelli di eccellenza, ma data la situazione odierna (riduzione budget e tempi ristretti), si preoccupano di analizzare e migliorare i loro processi velocemente attraverso il miglioramento continuo.
Faremo di seguito un breve confronto tra due metodologie, direi tra una metodologia e la sua evoluzione, per analizzare e migliorare i processi aziendali. Tutte le due metodologie si ispirano ai principi del TQM e alla ruota di Deming PDCA, quindi della Qualità come sistema intrinseco aziendale.

[continua]

RUBRICHE

VISITA IN METZELER AUTOMOTIVE

Con il mese di giugno sono ripresi gli appuntamenti di AICQ Automotive con i Poli di Eccellenza del settore Automotive.  Il primo dei cinque incontri previsti a calendario, ha avuto luogo l’11 giugno presso lo stabilimento di Ciriè (TO) di Metzeler Italy, azienda specializzata nella produzione di “guarnizioni di tenuta” per il settore Automotive. Metzeler, che dal 2007 fa parte del Gruppo internazionale Cooper Standard Automotive, in Italia è presente con circa 800 dipendenti e due siti di produzione: a Ciriè (To) e a Battipaglia (Sa). I suoi clienti principali sono: Fiat Group Automobiles, Iveco, CNH,  Pininfarina, Ford, John Deere,  Scania...

[continua]

REDAZIONE AICQ

Saremo lieti se vorrete visitare il nostro sito e contattarci per esprimere consigli e/o critiche, che serviranno per migliorare il nostro operato...

[continua]

SCRIVERE IN QUALITA'

I Vostri contributi sono particolarmente graditi, sia per la rivista Qualità che per QUALITÀ-on-Line, sia per i temi del piano editoriale che per altri temi.

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Sommari Qualità cartacea

Qualità cartacea n°4-2009

Qualità cartacea n°5-2010

A cura della redazione della Rivista "Qualità" di AICQ
Direttore Responsabile: Giovanni Mattana
Redazione: Rossi Annalisa
Realizzazione tecnica a cura di Elinet S.r.l.
Redazione tecnica:Alberto Bobbo, Enrico Ladogana, Alex Bedendo